Esami del sangue e delle urine per saldatori

La saldatura è un processo presente in innumerevoli settori industriali, un’arte che unisce i metalli per costruire il mondo che ci circonda, dalle automobili che guidiamo ai ponti che attraversiamo.

Tuttavia, dietro la luce accecante dell’arco elettrico e il calore intenso della fiamma si nasconde un nemico invisibile ma insidioso: i fumi di saldatura.

Questi fumi sono un complesso cocktail di particelle metalliche, gas e vapori che, se inalati, possono rappresentare una seria minaccia per la salute dei lavoratori.

Cosa si nasconde nei fumi di saldatura

Per comprendere l’importanza della sorveglianza sanitaria, è essenziale prima capire contro cosa stiamo combattendo.

I fumi di saldatura non sono semplice “fumo”. Sono un aerosol complesso la cui composizione varia drasticamente in base al processo di saldatura utilizzato, ai metalli lavorati (metallo base e materiale d’apporto) e ai gas di protezione impiegati.

La svolta nella percezione di questo rischio è avvenuta nel 2018, quando la IARC (International Agency for Research on Cancer) ha riclassificato i fumi di saldatura, promuovendoli dal Gruppo 2B (“possibili cancerogeni”) al Gruppo 1 (“cancerogeni per l’uomo”).

Questa decisione, basata su dati epidemiologici, ha messo inequivocabilmente in luce il legame tra l’esposizione a questi fumi e un aumentato rischio di cancro ai polmoni.

Tuttavia il rischio cancerogeno non è l’unico. I contaminanti presenti nei fumi possono essere suddivisi in tre categorie principali:

    • Metalli pesanti: il vero pericolo risiede nelle particelle ultrafini (con diametro inferiore a 100 nm) che possono penetrare profondamente negli alveoli polmonari e da lì entrare nel flusso sanguigno. Tra i più comuni e pericolosi troviamo:
      • Cromo esavalente (Cr-VI): altamente cancerogeno, derivante principalmente dalla saldatura di acciai inossidabili.
      • Nichel (Ni): altro noto cancerogeno e potente allergene.
      • Manganese (Mn): neurotossico, può causare una sindrome simile al Parkinson nota come “manganismo”.
      • Piombo (Pb): tossico per il sistema nervoso, i reni e l’apparato riproduttivo.
      • Alluminio (Al), cadmio (Cd), zinco (Zn), rame (Cu): legati a una serie di disturbi, dalla “febbre da fumi metallici” a danni renali e respiratori.
    • Gas tossici: generati dal calore dell’arco o della fiamma, questi gas possono avere effetti immediati e a lungo termine.
      • Ozono (O3): potente irritante polmonare, si forma per l’azione dei raggi UV sull’ossigeno.
      • Ossidi di azoto (NOx): irritanti per le vie respiratorie, possono causare edema polmonare in alte concentrazioni.
      • Monossido di carbonio (CO): un gas asfissiante che si lega all’emoglobina, riducendo il trasporto di ossigeno nel sangue.
    • Particolato fine e ultrafine: indipendentemente dalla loro composizione chimica, le particelle di dimensioni ridotte (da 0,01 a 1 µm) sono di per sé un rischio. La loro capacità di penetrazione profonda nel sistema respiratorio può innescare processi infiammatori cronici, con ripercussioni non solo a livello polmonare ma anche cardiovascolare.

I diversi tipi di saldatura

Non tutte le saldature sono uguali, e nemmeno i rischi ad esse associati.

Un medico del lavoro esperto basa la sua valutazione e il protocollo di sorveglianza sanitaria proprio sulla conoscenza approfondita dei processi produttivi specifici dell’azienda.

Analizziamo i più comuni.

Saldatura ad arco con elettrodi rivestiti (SMAW)

Questo è forse il processo più versatile e diffuso, ma anche quello con il più alto tasso di emissione di fumi.

L’arco elettrico fonde l’elettrodo e il suo rivestimento, che genera i gas protettivi ma anche una quantità significativa di particolato.

La composizione dei fumi dipende interamente dal tipo di elettrodo utilizzato. È in questo tipo di saldatura, specialmente su acciaio inox, che si riscontrano livelli misurabili di Cromo negli eritrociti, un biomarker specifico per l’esposizione a Cromo esavalente.

Saldatura a filo continuo (MIG/MAG – GMAW)

Molto comune nell’industria per la sua velocità e automazione, la saldatura MIG (con gas inerte come l’Argon) e MAG (con gas attivo come la CO2) produce una quantità notevole di fumi, specialmente quando si lavora su acciai zincati.

Le particelle generate sono prevalentemente agglomerati con diametro superiore a 100 nm, ma la concentrazione totale di metalli nell’aria può essere elevata, portando a concentrazioni urinarie di contaminanti superiori a quelle della saldatura TIG.

Saldatura TIG (Tungsten Inert Gas)

Questo processo utilizza un elettrodo infusibile di tungsteno ed è noto per la sua precisione e la qualità estetica del giunto.

Dal punto di vista della salute, la saldatura TIG è quella che genera la minor quantità di fumi in assoluto.

Tuttavia, le “poche” particelle che produce sono prevalentemente ultrafini (inferiori a 50 nm), una categoria di particolato che, per le sue dimensioni, desta particolare preoccupazione per la capacità di traslocare dal polmone al circolo sanguigno e raggiungere organi distanti.

Altri processi di saldatura

Saldatura alla fiamma ossiacetilenica: processo autogeno più “antico”, i cui rischi sono principalmente legati ai gas combustibili e ai prodotti della loro combustione.

Saldatura ad arco sommerso: un processo automatizzato dove un flusso granulare copre l’arco, abbattendo drasticamente l’emissione di fumi. È considerata una delle tecniche a minor rischio.

Saldatura e taglio al laser/plasma: processi ad altissima energia che tendono a generare una grande quantità di particelle, soprattutto ultrafini, e livelli di rumore molto elevati.

Le malattie professionali dei saldatori

L’esposizione cronica ai fumi di saldatura è una minaccia multiorgano.

I contaminanti inalati possono scatenare una cascata di eventi biologici che portano a patologie acute e, soprattutto, croniche.

Apparato respiratorio: il bersaglio primario

Eventi acuti: la più comune è la febbre da fumi metallici, una sindrome simil-influenzale causata dall’esposizione a ossidi di zinco, rame o magnesio, che si risolve in 24-48 ore. Nei casi più gravi, esposizioni massive a ozono o cadmio possono causare un edema polmonare acuto, un’emergenza medica.

Asma professionale e bronchite cronica (BPCO): l’infiammazione cronica delle vie aeree può portare a un’ostruzione bronchiale irreversibile, spesso aggravata dal fumo di sigaretta.

Siderosi: è una pneumoconiosi “benigna” causata dall’accumulo di ossidi di ferro nei polmoni. Sebbene spesso asintomatica e visibile solo con una radiografia, può evolvere in fibrosi polmonare.

Cancro ai polmoni: come certificato dalla IARC, il rischio per i saldatori è significativamente aumentato (fino al 30% in più rispetto ai non esposti).

Sistema nervoso centrale e periferico

Manganismo: l’esposizione cronica al manganese può causare una sindrome neurologica devastante con sintomi simili al morbo di Parkinson: tremori, rigidità, lentezza nei movimenti.

Tossicità da piombo: causa disturbi come depressione, irritabilità, perdita di memoria, emicrania e neuropatie periferiche.

Effetti dell’ozono: ad alte concentrazioni può provocare cefalea, astenia e deficit di memoria.

Reni e fegato: gli organi filtro

I metalli pesanti assorbiti attraverso i polmoni vengono trasportati dal sangue e devono essere metabolizzati ed eliminati, mettendo a dura prova reni e fegato.

Danno renale: l’esposizione a cadmio, piombo e cromo può causare un danno tubulare, evidenziato da un aumento di specifiche proteine nelle urine (albuminuria, beta 2 microglobulina), che può progredire fino all’insufficienza renale cronica.

Danno epatico: solventi e metalli possono danneggiare le cellule del fegato, causando un aumento degli enzimi epatici (transaminasi ALT e AST).

Altri apparati

Sistema cardiovascolare: studi recenti mostrano un legame tra l’esposizione ai fumi e un aumento del rischio di aterosclerosi, ipertensione e cardiopatia ischemica, probabilmente a causa dell’infiammazione sistemica indotta dal particolato ultrafine.

Cute e occhi: oltre alle ustioni, il rischio più comune è la foto-cheratocongiuntivite (“l’abbagliamento del saldatore”) dovuta ai raggi UV. Cromo e nichel possono causare dermatiti allergiche da contatto.

Apparato riproduttivo: l’esposizione a piombo e altri metalli può alterare la qualità dello sperma e la fertilità, oltre ad aumentare il rischio di aborti spontanei.

Gli esami del sangue e delle urine prescritti dal medico competente

Di fronte a un quadro di rischi così complesso e multiforme, come può un’azienda proteggere efficacemente i suoi lavoratori?

La risposta risiede nella prevenzione e nella sorveglianza sanitaria attiva, orchestrata da un medico del lavoro qualificato.

Gli esami del sangue e delle urine che il medico competente prescrive non sono un mero atto burocratico, ma lo strumento diagnostico più potente per “vedere” gli effetti invisibili dell’esposizione, spesso prima che si manifesti qualsiasi sintomo.

Questi esami permettono di:

  • Valutare lo stato di salute generale del lavoratore.
  • Identificare precocemente eventuali danni d’organo (rene, fegato, midollo osseo).
  • Misurare direttamente l’esposizione attraverso il monitoraggio biologico.

Vediamo nel dettaglio quali sono gli esami fondamentali e cosa ci dicono.

N.B.: le indicazioni di seguito riportate sono solamente un esempio degli esami che potrebbero essere prescritti. Il protocollo sanitario è redatto dal medico del lavoro ed è specifico per ogni azienda sulla base dei rischi individuati nel DVR.

L’interpretazione di questi risultati è un compito che spetta esclusivamente al medico competente.

Un valore diverso dal riferimento non significa automaticamente malattia, ma attiva un processo che include la ripetizione dell’esame, un’indagine approfondita sulle condizioni di lavoro e, se necessario, l’adozione di misure correttive.

Esami del sangue di base

    • Emocromo completo con formula leucocitaria: un esame fondamentale che analizza le tre principali componenti cellulari del sangue.
      • Cosa rivela: informazioni su globuli rossi (trasporto di ossigeno), globuli bianchi (sistema immunitario) e piastrine (coagulazione).
      • Anomalie e cause: un’anemia (carenza di globuli rossi) può essere un segnale di esposizione al piombo, che interferisce con la sintesi dell’emoglobina. Un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi) può indicare uno stato di infiammazione cronica causato dai fumi, mentre una loro diminuzione (leucopenia) potrebbe essere legata a sostanze tossiche per il midollo osseo.
    • Funzionalità renale (Creatininemia, Azotemia):
      • Cosa rivela: la capacità dei reni di filtrare le scorie dal sangue.
      • Anomalie e cause: un aumento della creatinina e dell’azoto nel sangue indica che i reni non stanno funzionando a dovere. Questo è un segnale critico in lavoratori esposti a metalli nefrotossici come cadmio, piombo e cromo. Il medico del lavoro integra spesso questi dati con l’analisi delle urine per cercare proteine a basso peso molecolare, un indicatore ancora più precoce di danno renale.
    • Funzionalità epatica (Transaminasi ALT, AST):
      • Cosa rivela: la salute delle cellule del fegato.
      • Anomalie e cause: quando le cellule epatiche sono danneggiate, rilasciano questi enzimi nel sangue, facendone aumentare i livelli. Ciò può essere causato dall’esposizione a solventi (talvolta usati per la sgrassatura dei pezzi prima della saldatura) o a specifici metalli pesanti.

Gli esami e delle urine specifici

Il medico competente, unitamente agli esami di base, può inserire nel protocollo sanitario degli approfondimenti specifici per misurare la sostanza tossica (o un suo metabolita) direttamente nel corpo del lavoratore (sangue o urine).

Questo approccio è estremamente più preciso perché tiene conto di tutte le vie di assorbimento (non solo respiratoria, ma anche cutanea e orale) e delle differenze metaboliche individuali.

Gli esami del sangue e delle urine che il medico del lavoro utilizza per il monitoraggio biologico sono specifici per la mansione.

Cromo e nichel urinario (CrU, NiU)

Indispensabili per i saldatori di acciaio inox. Questi test misurano la quantità di cromo e nichel eliminata con le urine a fine turno e fine settimana.

Livelli elevati sono un indice diretto di un’esposizione significativa e richiedono un’azione immediata per migliorare le misure di prevenzione

Piombemia (piombo nel sangue)

È l’esame di riferimento per chiunque saldi o lavori a contatto con materiali contenenti piombo.

La legge italiana prevede limiti biologici molto stringenti per la piombemia, e il superamento di tali soglie impone al medico del lavoro di allontanare temporaneamente il lavoratore dall’esposizione.

Manganese nel sangue (o nelle urine)

Cruciale per monitorare l’esposizione a questo metallo neurotossico.

Sebbene la correlazione tra i livelli nel sangue e il danno neurologico non sia sempre diretta, è un indicatore importante del carico interno.

Cadmio urinario (CdU)

Il cadmio ha un’emivita molto lunga nell’organismo e si accumula nei reni. Il suo dosaggio nelle urine è un indicatore affidabile dell’esposizione cumulativa nel tempo.

Alluminio, cobalto e altri metalli

A seconda dei materiali specifici utilizzati (es. saldatura di leghe di alluminio o utilizzo di elettrodi al cobalto), il medico competente può includere il dosaggio di altri metalli per completare il quadro.

Il protocollo sanitario: un esempio di come potrebbe essere

Non esiste un protocollo sanitario unico per tutti i saldatori, ma, come già specificato, viene redatto dal medico del lavoro in base ai rischi specifici individuati del Documento di Valutazione dei Rischi, pertanto si ribadisce che le informazioni di seguito riportate sono solamente a titolo di esempio di ciò che un medico competente potrebbe inserire nel protocollo sanitario.

A questi, oltre alla visita medica che è sempre prevista, si possono aggiungere ulteriori accertamenti per rischi concomitanti come il rumore (audiometria) e le radiazioni ottiche (visiotest).

Saldatori di acciai al carbonio (Ferro)

Il rischio principale per un lavoratore che salda questo tipo di materiale è lo sviluppo di bronchite cronica e di siderosi.

Solitamente vengono eseguiti gli esami del sangue di base (emocromo, funzionalità renale ed epatica).

Saldatori di acciai speciali

Questo tipo di saldatura sviluppa fumi contenente metalli pesanti in relazione al tipo di materiale impiegato; oltre agli esami del sangue di base il medico competente può ritenere necessario inserire nel protocollo sanitario la ricerca di questi metalli nelle urine di fine turno, come ad esempio il cromo urinario (CrU), in nichel urinario (NiU), Cadmio (CdU), manganese sangue e/o urine (Mn, MnU), ecc.

Saldatura con presenza di Piombo

Nel caso il lavoratore sia sottoposto al rischio piombo, il medico del lavoro inserirà nel protocollo sanitario la ricerca di questo metallo che solitamente avviene con un esame del sangue. Il medico competente, dopo un’attenta valutazione della situazione specifica, potrebbe richiedere direttamente la ricerca del piombo ematico, come il suo metabolita, la zinco protoporfirina.

La prevenzione: l’arma più efficace

La sorveglianza sanitaria e gli esami del sangue del medico del lavoro rappresentano la prevenzione secondaria, cioè la diagnosi precoce.

Una tutela più efficace dei lavoratori si ottiene con la prevenzione primaria, ovvero eliminando o riducendo il rischio alla fonte.

    • Misure collettive: sono sempre da preferire. L’installazione di sistemi di aspirazione localizzata (bracci aspiranti posizionati direttamente sul punto di saldatura) è la misura più efficace per catturare i fumi prima che raggiungano le vie respiratorie del lavoratore.
    • Misure organizzative: scegliere, ove possibile, tecniche di saldatura a bassa emissione (es. arco sommerso). Sostituire materiali pericolosi con alternative meno tossiche.
    • Dispositivi di Protezione Individuale (DPI): quando le misure collettive non sono sufficienti, è indispensabile l’uso di respiratori con filtri adeguati (P3 per il particolato), occhiali, guanti e indumenti protettivi.
    • Formazione e informazione: i lavoratori devono essere perfettamente consapevoli dei rischi che corrono e formati sull’uso corretto delle attrezzature e dei DPI.

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